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Quando un sito cambia

Un restyling non comincia scegliendo nuovi colori. Comincia quando il sito che esiste già viene guardato con un po’ di distanza: cosa sta ancora funzionando, cosa confonde, cosa non racconta più bene il progetto che dovrebbe rappresentare.

Per me riprogettare significa prima di tutto leggere. Leggere la struttura, il peso delle informazioni, l’ordine con cui arrivano le cose e il tipo di impressione che la pagina lascia prima ancora che qualcuno inizi davvero a usarla.

Non tutto va sostituito. A volte basta togliere rumore, cambiare una gerarchia, dare più spazio a un contenuto importante o rendere più evidente una relazione che prima si perdeva. In altri casi, invece, serve cambiare tono e costruire un linguaggio visivo capace di avvicinare il sito a ciò che il progetto è diventato nel frattempo.

I confronti qui sotto servono a mostrare proprio questo passaggio. Il prima e il dopo sono il risultato visibile; la parte che mi interessa davvero è ciò che succede nel mezzo.

Gli studi riferiti a brand esterni sono esercizi visivi indipendenti e non siti ufficiali o lavori commissionati. Marchi, nomi, testi, immagini e relativi diritti appartengono ai rispettivi titolari.

Il mio sito è stato anche il posto in cui ho imparato a cambiare idea.

Negli anni l’ho usato per provare linguaggi molto diversi tra loro. Alcuni erano più vicini alla fotografia, altri più grafici, altri ancora volutamente illustrati. Non considero queste versioni errori da nascondere: sono passaggi che mostrano come si affina un gusto e, soprattutto, come cambia il modo di capire che cosa una pagina deve fare.

Questi sono esperimenti personali, non lavori commissionati.

Portfolio editoriale

2026

Per un periodo ho spinto il sito verso una forma quasi da archivio: immagini grandi, ritmo più lento e un’impostazione vicina a una pubblicazione personale.

Funzionava bene come racconto autoriale, meno bene quando il sito doveva spiegare con chiarezza anche servizi, competenze e percorsi di lavoro.

Confronto prima e dopo del portfolio editoriale di Stella Catucci

Stella Cartoon

2026

Poi ho provato una direzione più illustrata e dichiaratamente personale. Il sito smetteva quasi di comportarsi come un portfolio tradizionale e diventava un piccolo mondo visivo.

È stata una prova utile per capire quanto carattere può avere un’interfaccia prima che il linguaggio visivo inizi a prendere il sopravvento sui contenuti.

Confronto prima e dopo della versione Stella Cartoon del sito Stella Catucci

Neo-brutalist Portfolio

2024

Prima ancora avevo lavorato in modo molto più duro e grafico: contrasti forti, struttura evidente, composizione frontale e pochi compromessi visivi.

Mi è servito per imparare a costruire presenza e gerarchia senza affidarmi alla decorazione. Molte di quelle lezioni sono rimaste, anche se oggi il risultato finale è molto più quieto.

Confronto prima e dopo della versione neo-brutalist del sito Stella Catucci

Per questo, quando lavoro su un sito già esistente, non parto dall’idea di rifarlo. Parto dal capire cosa gli manca oggi. A volte la risposta è una nuova identità; altre volte è semplicemente una struttura più limpida. Il restyling migliore, per me, è quello in cui il cambiamento si vede ma soprattutto si capisce.

Stella Catucci

L’identità è una firma silenziosa

Ideato e realizzato da Stella Catucci A Perugia, da remoto per tutto il mondo

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Se questo lavoro ti ha colpito, puoi farlo circolare. A volte basta poco per far arrivare un progetto alle persone giuste.

Alcuni contenuti visivi presenti su questo sito sono stati creati o elaborati con strumenti di intelligenza artificiale generativa, sotto direzione e controllo creativo umano.

© 2026 Stella Catucci di Catucci Adina Georgiana
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